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domenica 26 marzo 2017

Settima fase della skincare: maschere e scrub.

Buongiorno ladies...anche se a dir il vero sono le sei del pomeriggio...ma vabbè, non iniziamo a perderci in queste sottigliezze!
Come avrete notato dal titolo, ho racchiuso nella settima fase della skincare sia lo scrub che le maschere, perché li uso quotidianamente ma li alterno in base alle esigenze del momento (pelle secca, pelle spenta, pelle ispessita...). Anche se devo essere sincera, questa è la fase che meno mi coinvolge, per diversi motivi.
Partendo dalle maschere, l'idea che mi sono fatta col passare degli anni (e dei  milioni spesi in prodotti!) è che la maschera è forse lo step più blando e inutile presente nella skincare. Non dico che siano soldi buttati al vento, ma siamo lì.
"Allora perché le compri?", vi starete chiedendo. Ancora non l'avete capito? Il mio è un caso patologico. Non esiste medicina al mondo che mi possa salvare. Neanche il caro vecchio Freud avrebbe potuto fare qualcosa per me.
No, scherzo, il motivo è che amo la skincare anche più del make up, perché mi da modo di prendermi cura di me, giorno dopo  giorno, migliorando ciò che c'è da migliorare, in modo che il numero 40 non faccia più così paura! Non sto esagerando. A vent'anni si pensa solo a godersi la vita e a divertirsi. A trenta si inizia a sentire il ticchettio dell'orologio. A quaranta pensi già alla pensione.... che non prenderai mai!
Ma ritorniamo a noi. Come vi dicevo, secondo me  la maschera è un cosmetico alquanto sopravvalutato, perché per quanto possa essere ben formulato, con estratti di frutta, verdura, oro, platino, lische di pesce, e bava (no, dico, bavaaa!) di lumaca, l'effetto non sarà mai duraturo. Ovviamente sto parlando di quella tipologia di maschere a risciacquo, cioè quelle che puoi tenere al massimo una mezz'ora e che poi devi risciacquare.
Io non ho studiato cosmetologia, e non sono una dermatologa, ma l'esperienza secondo me in questo campo la fa da padrona. Chi infatti più di noi, maniache schiavizzate dal beauty, può dire se un prodotto apporta seri e reali benefici alla nostra pelle? E io, dopo aver usato di tutto, dalla crema di un euro di acqua&sapone a quella di ottanta euro di Sephora (... mi devo ricordare di non far leggere certi post a mio marito), ai tanto rinomati rimedi della nonna (che se invece di spalmare yogurt e uova in faccia ci facevo una torta avrei avuto più soddisfazioni), posso dire che gli effetti sono sempre effimeri, e quindi praticamente inutili. Sì, appena tolta la maschera si ha la sensazione di una pelle più distesa, luminosa e bella, ma quanto dura? Per non parlare dei danni all'ambiente.
Forse, ripeto, forse, se usassimo la stessa maschera (una maschera ovviamente che ci piace, che ci offre subito risultati visibili) tutte le sere per almeno tre mesi, potremmo ottenere risultati visibili ma anche duraturi nel tempo, risultati che persistono sulla nostra pelle anche dopo, senza cioè più l'uso di quel prodotto. Io però non l'ho mai fatto, ma nutro comunque dei dubbi a riguardo.
Da questa categoria sono da escludere le maschera a base di acidi, come quello glicolico, il mandelico, il salicilico, oppure gli AHA, ossia gli acidi della frutta. Queste sono le uniche maschere che consiglio di fare con una certa costanza, ma non più di una o tre volte alla settimana, in base al tipo di acido utilizzato, e non oltre marzo! Tutte le altre, quelle antiage, quelle idratanti, rinfrescanti, energizzanti, stimolanti e eccitanti, lasciano il tempo che trovano.
Sullo scrub, invece, non ci sono dubbi, e neanche tante cosa da dire. L'effetto è immediato e visibile, e se fatto con una certa costanza, ma anche in questo caso senza esagerare, porta ottimi benefici. Per la pelle secca è ideale perché aiuta a levigare la pelle,  l'importante è usarne uno abbastanza nutriente, con qualche burro oppure olio al suo interno, in modo da non ottenere l'effetto contrario; per quella grassa aiuta a eliminare il sebo in eccesso e a purificare la pelle. L'unica tipologia di pelle alla quale lo sconsiglierei ( e sconsiglierei anche i trattamenti a base di acidi) è quella acneica. La pelle acneica è una pelle infiammata, è come se sul fuoco ci versi la benzina. Uno scrub meccanico, per quanto delicato possa essere, oppure un prodotto esfoliante a base di acidi, potrebbero peggiorare la situazione. In questi casi consiglio prima di curare l'acne sotto il controllo di un medico, e solo dopo aver risolto il problema (e qui si parla anche di mesi), e se la pelle tollera certe procedure, iniziare a usare lo scrub saltuariamente.
Io ho una pelle normale, lo faccio almeno una volta a settimana in inverno e ogni due in estate. Ma, nonostante lo faccia costantemente, non sono fissata con gli scrubs. Nel senso che ne compro uno per volta e lo uso fino alla fine.
Discorso opposto vale per le maschere esfolianti a base di acidi. Appena leggo la scritta acido su un prodotto do di matto. Devo provarlo. Forse perché quella povera illusa che è in me crede ancora di poter schiarire quelle due dannate macchie solari che mi son venute sulle guance, non so! So solo che non riesco a resistere. E' come se s'installasse automaticamente nella mia testa un programma di autoconvinzione che mi costringesse a comprare quel prodotto perché è l'unico al mondo a poter risolvere il mio problema. Ditemi che non sono la sola, per favore,  così non mi sento tanto svalvolata.
Riguardo alle semplici maschere, invece, di tanto in tanto le compro, ma nessuna mi ha mai colpita a tal punto da ricomprarla più volte. Mentre per quanto riguarda il discorso delle sheet mask, ne sto usando qualcuna, sia coreana che europea, ma rimando la recensione a un prossimo post perché mi sto ancora facendo un'idea, anche se, come vi ho già detto, è difficile capire se un prodotto fa per la nostra pelle se lo si usa saltuariamente e si cambia maschera ogni volta. E qui mi inchino alla costanza e alla tenacia delle coreane che fanno una maschera ogni santo giorno!
Comunque, oggi vi parlo di uno scrub, di una maschera a base di acido glicolico, e di un paio di maschere che faccio di tanto in tanto.


 
Lo scrub, quello a sinistra, è di Dermolab, la linea di skincare di  Deborah.
 
 
 
 
Che dire? E' uno scrub. Punto. Non è né di quelli delicati, né un serial killer. Questo è l'inci, ma non so se riuscite a leggere qualcosa.




E' un inci tutto sommato accettabile, con qualche estratto e dell'acido ialuronico. Anche se, detto fra noi, a cosa servono tutte queste belle cosette in un prodotto a risciacquo? E' uno spreco di denaro sia per le aziende che per l'ambiente, perché tutti questi estratti verranno pur presi da qualche parte, no?
Comunque, il prodotto fa bene il suo lavoro. I granelli sono piccoli ma non troppo aggressivi.




La pelle dopo è ovviamente liscia e pulita. Ma lo sconsiglio a chi ha una pelle matura che ha bisogno anche di nutrizione, perché si potrebbe avvertire una sensazione di tiraggio.
La maschera esfoliante invece che sto usando ormai da dicembre è la Gel Solution con il 50% di acido glicolico del Dr Taffi.
Come vi ho già accennato nel post in cui parlo dell' acqua alla rosa bio del Dr Taffi, di questo marchio ho provato in passato diverse cose, tra cui l'acido ialuronico, che vi straconsiglio, e la linea completa all'acido glicolico, ossia il detergente, il tonico e la crema. Tutti ottimi prodotti, ma questo è il mio preferito. Intanto eccovi l'inci:



Come vedete dalla foto, è un inci semplice e breve: acido glicolico, ammoniaca, presente in tutti i composti a base di glicolico, e l'estratto di pompelmo.
Allora diciamo subito che se avete una pelle acneica o super sensibile, statene alla larga, perché è un prodotto abbastanza forte. Rispetto ai precedenti prodotti a base di acido glicolico, questo lo avvertite subito, appena messo, e ogni volta che lo usate. E se avete piccole ferite state attente perché brucia parecchio. La sensazione che avvertite è un intenso pizzicore, totalmente normale perché indica che il prodotto sta agendo. Io lo uso due volte a settimana e lo tengo su come da indicazione, e cioè al massimo cinque minuti. Poi lo sciacquo, prima con acqua calda poi con quella fredda. La pelle è liscia  e levigata, e posso dire che, dopo averla usata per quattro mesi,  oltre ad agire benissimo come antiage, mi ha schiarito parecchio le due macchie sulla guancia, che ora si notano meno. Aimè non le ha eliminate, ma solo schiarite,  perché il miracolo può farlo solo Micheal J. Fox.
Penso che la userò solo altre due volte, perché il sole inizia a picchiare, per cui per finirla la userò sulle cosce, visto che è indicata anche per le smagliature. Quindi ve la consiglio, ma ora siamo out of time, per provarla dovrete aspettare novembre. Il prezzo è altino, 43 euro per 100 ml, ma se volete provare un trattamento all'acido glicolico questo è il più efficace che io abbia mai provato, e ne ho provati tanti.
Passiamo ora alle due maschere (quelle due bustine appese al filo). Si tratta delle tre maschere viso che la Vichy ha lanciato un paio di anni fa, se non erro. Io ho provato solo queste due, ma c'è né un'altra all'argilla. Ma vediamole nel dettaglio,




Si tratta della Double Glow peel  alla pietra vulcanica e gli AHA. E' una maschera quindi illuminante ed esfoliante. L'effetto illuminante è dato dagli acidi della frutta che esfoliano delicatamente, mentre quello esfoliante è dato dai granelli di pietra vulcanica che, dopo aver tenuto la maschera in posa per dieci minuti, va a levigare la pelle meccanicamente. Ora.... riguardo alla pietra vulcanica io passerei oltre (già m'immagino gli operai della Vichy con tanto di sacco in spalla a raccogliere queste pietre!!), sull'efficacia posso dirvi che non è male se la comprate con lo scopo si farvi uno scrub, perché funziona. La pelle è rinnovata, liscia  e luminosa. Ha una consistenza in gel di un color rosa chiaro, e un profumo fresco e molto piacevole. Un'altra cosa positiva di questa maschera è il senso di freschezza che lascia sulla pelle, credo che per l'estate sia il massimo. Questo è l'inci:









A parte un paio di estratti di frutta e della pietra pomice (pietra pomice e vulcanica sono la stessa cosa??), è un inci un po' blando per una maschera. L'effetto freddo credo sia dovuto dall'alcool e a nient'altro.
Comunque è una buona maschera. Costo 16 euro per il barattolo di 75 ml, la doppia bustina, con la quale riuscite a fare almeno dieci maschere, costa sui 2,70 euro.

L'altra è la maschera Minerale Dissetante ai minerali e vitamina B3.



 
 
 

 
 
Questa maschera mi piace molto per l'effetto rinfrescante, ma se guardiamo attentamente l'inci, a parte la niacinamide, che ha un' effetto purificante e astringente, e la presenza della tietralonamina, che nei cosmetici è sempre meglio che non ci sia,  non c'è molto. Io non sono un chimico, ma non vedo né questi minerali rari, come li chiamano loro, né la vitamina B3. La comprerò quest'estate per godere dell'effetto ghiaccio sulla pelle, ma credo ci sia di meglio in giro, se cerchiamo una maschera più ricca di attivi ed efficacia. Stesso prezzo di quella precedente.

Film del giorno: in realtà oggi voglio ricordare uno dei miei attori preferiti, colui che con i suoi film è riuscito più di tutti a farmi commuovere. Parlo di Robbie Williams, l'unico, l'inimitabile Robbie Williams. Tutte le sue interpretazioni sono impeccabili, ma quella che mi è rimasta nel cuore, per diversi motivi, è L'attimo fuggente. Le fanciulle più giovani potrebbero non conoscerlo; io l'ho visto con mia figlia quindicenne alcuni mesi fa e le è piaciuto molto. Per cui per chi non l'avesse visto, non potete non vederlo, per chi lo conoscesse già, rivederlo fa sempre bene all'anima.

Baci, Poppy.

 
 

mercoledì 15 marzo 2017

Terza fase della skincare: il tonico.


Buongiorno ladies!
Anche se di buono oggi non c'è proprio nulla.
Insomma ma che fine hanno fatto quel sole alto e caldo, e quell'aria fresca e frizzante che sapeva già di primavera, eh? E pensare che mi ero svegliata con tutte le buone intenzioni: ingurgitare un litro di frullato, fare tutti i workouts possibili e immaginabili presenti sul web per buttar giù quel paio di chili(dove paio è sinonimo di dieci)  che proprio non mi vogliono abbandonare, fare una lunga passeggiata sotto il sole per fare il pieno di vitamina D...  Ma poi è bastato un cielo terso e triste, per farmi venir voglia di rimettermi a letto dopo aver divorato un maritozzo con la panna. No, mi chiedo, ma capita anche a voi di cambiare umore in base al colore del cielo, oppure sono io l'unica a essere psicologicamente instabile??
Ma veniamo all'argomento del giorno: il tonico.
Quello del tonico è uno dei passaggi meno apprezzati e presi in considerazione della skincare. Io stessa fino a tre anni fa ne facevo volentieri a meno. Non lo consideravo indispensabile, e credevo fosse una delle tante strategie delle aziende per farti comprare sempre più prodotti. Invece mi spagliavo, perché il tonico non è indispensabile, ma fondamentale!
Per me è stato lo step che ha cambiato radicalmente la mia pelle. Già, perché vivendo in una città dove l'acqua è molto dura, la mia pelle, sia a causa di detergenti schiumogeni troppo aggressivi (cioè sgrassanti), sia per via del calcare che, anche se non lo vediamo,  rimane sulla pelle, si stava sgretolando, letteralmente.
Sarò breve, ma voglio elencarvi tutte le funzioni del tonico, e la differenza che c'è tra tonico e idrolato, perché molti credono che siano la stessa cosa, ma non è così.
Prima di tutto il tonico, che è una lozione leggermente acida,  riequilibra il ph della pelle. Anche la nostra pelle ha un ph acido, e i detergenti e  i cosmetici troppo aggressivi, oppure un acqua ricca di calcare, possono alterarlo, provocando rossori, pruriti, o rendendo la pelle secca, o in alcuni casi grassa.
Secondo, avendo il tonico una formulazione leggera e a base acquosa, riesce a penetrare a fondo e a portar via lo sporco oppure i residui di trucco rimasti ancora sulla pelle (cosa che non accadrà se userete il mio metodo di pulizia...secondo post sul blog!);  in questo modo tutti gli attivi presenti nelle creme che metteremo in seguito riusciranno a penetrare a fondo nella pelle.
Gli idrolati, invece, sono il risultato della distillazione delle piante, dalla quale si ottengono anche gli OE, ma a differenza di questi ultimi, gli idrolati, pur conservando gli attivi presenti nella pianta, sono più blandi, quindi possono essere usati anche dai bambini o durante la gravidanza.
La differenza sostanziale tra il tonico e l'idrolato, è che il primo ha una formulazione acida e il secondo una basica, quindi non contribuisce al riequilibrio idrolipidico dell'epidermide.
Il tonico quindi non può essere sostituito da un idrolato. Io infatti uso l'idrolato come prodotto plus, o prima del tonico oppure in aggiunta alle maschere, soprattutto quelle a base di argilla.
Ma veniamo al tonico e all'idrolato che sto usando in questo periodo.
 
 
 
 
Si tratta del tonico della Roger&Gallet della linea Aura Mirabilis, e l'acqua di rose bio del Dr Taffi.
Mi dispiace non potervi far vedere l'inci del tonico, ma la confezione cilindrica e trasparente rendevano impossibile fotografarlo, ma si trova facilmente sul web.
Prima di tutto c'è da dire che l'inci non è perfetto: contiene l'alcool al secondo posto e un po' più in basso il dimeticone. Io quando lo acquistai non feci caso alla presenza del silicone; se lo avessi fatto probabilmente non lo avrei acquistato essendo un prodotto non a risciacquo.  Ma devo dire che, per quanto mi riguarda, non avverto né la presenza dell'alcool né quella del silicone. Ma se avete la pelle estremamente sensibile, oppure acneica, evitate, soprattutto se lo volete usare di mattina.
 
 
 
Ritornando alla formulazione, che come si vede dalla foto è una formulazione bifasica, si tratta di un tonico idratante e fresco, con molti olietti al suo interno ( albicocca, jojoba, macadamia, girasole..), molti estratti e vari OE, ma che nonostante tutto risulta leggero e facilmente assorbibile dalla pelle. La particolarità di questo tonico sta nella presenza dell'aceto di mele, che vi assicuro non si sente assolutamente, ma che non solo aiuta a sciogliere i residui di calcare rimasti sul viso, ma favorisce la luminosità della pelle. Ed è verissimo!
Io lo adoro.  La pelle sembra subito più tonica e compatta, come dissetata, e luminosa. L'unica pecca di questo prodotto è il profumo: sa di erba appena tagliata. E' una profumazione che non sopporto, ma  dura qualche secondo, quindi ci si può passare sopra.
Prezzo un po' alto, 20 euro per 200 ml (online molto meno), ma c'è da dire che bastano poche gocce, quindi come minimo vi durerà sei mesi!
Se vi può essere utile, io il tonico lo metto sempre con le mani, picchiettandolo sul viso fino all'assorbimento, in questo modo non solo si sprecano meno dischetti di cotone, ma si evita quell'effetto schiuma sulla pelle tanto fastidioso.
Passiamo all'acqua alle rose bio del Dr Taffi.
 
 
 
 
La acquistai grazie a una promozione del 30% offerta dal sito grazie a Elena del canale  Vanity space glamur & make up . Devo essere sincera, in questo caso il packaging è stato il motivo principale del mio acquisto. Il flacone di vetro è molto bello ed elegante, con un comodo dosatore spray.



Riguardo al prodotto, invece,  si tratta di un'acqua di rose biologica, che ha la funzione di idratare e lenire. Purtroppo devo dire che su di me non funziona. Non solo non sento la pelle idratata, ma tira non appena la metto. E' una sensazione immediata e fastidiosa, tanto che sono costretta a mettere subito il tonico e poi l'essence per stemperare il disagio. Tra l'altro sul retro c'è scritto acqua profumata, non idrolato.



Quindi ho un piccolo dubbio riguardo questo prodotto, se qualcuno ne sa qualcosa me lo faccia sapere.
Mi dispiace bocciarlo, prima perché senza sconto costa 18 euro per soli 50 ml, e secondo perché i prodotti di questa azienda non mi hanno mai deluso. In passato usai il tonico, il detergente e la crema all'acido glicolico, il siero all'acido ialuronico, e il siero per il seno, ottenendo ottimi risultati. Tutt'ora sto usando la maschera col 50% di acido glicolico, di cui vi parlerò in seguito, che mi sta piacendo molto, ma questo prodotto no!
Bene, per oggi è tutto. La canzone del giorno è Cry to me di Solomon Burke. Ascoltatela quando siete sole in casa, magari dopo aver fatto una doccia, sorseggiando qualcosa di fresco, verrete immediatamente avvolte dal ritmo trascinante e seducente, tanto che sarà impossibile non ballare su quelle note. Oppure le signore più audaci potrebbero esibirsi per il proprio uomo, armatevi di candele e lingerie di pizzo e la serata è assicurata!
 
 
Baci, Poppy.

sabato 11 marzo 2017

Seconda fase della skincare: i detergenti.


Vi è mai capitato di andar a letto con una strana sensazione che vi attanaglia il cuore? Una sensazione mista di malinconia e paura. Come se quel giorno fosse passato troppo in fretta. Come se il tempo vi stesse scivolando fra le mani senza riuscire ad averne il controllo, e non riusciste a portar a termine i vostri obbiettivi.
Ieri è stata una di quelle serate. A me capita spesso. Ho mille pensieri e mille cose che vorrei fare, ma poche ore a mia completa disposizione. C'è il mio libro ad esempio, imprigionato fra il cuore e il cassetto. E' una vita che ci lavoro. Scrivo una riga e ne cancello due. Già, perché dovete sapere che io sono la peggior critica di me stessa.
Qui sul blog è tutto più semplice. Ho una lista di articoli sull'agenda, ne scelgo uno, butto giù una bozza senza pensare troppo allo stile, all'impostazione, al giudizio delle persone che lo leggeranno, scatto qualche foto, pubblico, e il gioco è fatto. Una mezz'ora ed è online. Devo ammettere che  mi sto appassionando. E' un allenamento di scrittura, ma anche una sorta di valvola di sfogo.
Ma veniamo all'argomento del giorno, ossia la seconda fase del double cleansing: il detergente.
Per quanto riguarda il mattino, è da un  paio d'anni ormai che non uso più detergenti schiumogeni. L'acqua qui a Roma  è parecchio calcarea e, sembrerà strano, ma ho come la sensazione che i tensioattivi la rendano ancora più dura, finendo con l'inaridire la pelle, provocando quella spiacevole sensazione di tiraggio. Inoltre al mattino la pelle è pulita, non ha bisogno di essere sgassata. Così ho cominciato a testare altre tipologie di prodotti. Primo fra tutti il latte detergente. Ottimo è il latte detergente bio lady della Pilogen. E' parecchio liquido come prodotto, ma è soffice al tatto, e ha una profumazione così buona  e delicata, che è un piacere utilizzarlo. Lo si trova sul web o nelle bioprofumerie. Prezzo 13 euro per 150 ml.
Quelli che sto usando invece da alcuni mesi sono questi:
 
 
L'Olio latte della linea Daily care di Rilastil, il detergente A-Lipik, sempre di Rilastil e la Maschera detergente extra fine della linea Aura Mirabilis di Roger&Gallet.
Rilastil è stata una bella scoperta. Ho ben tre prodotti di questa marca nella mia skincare attuale, e sicuramente in futuro, dato la qualità e l'efficacia dei prodotti, sarò ben felice di provarne altri. Intanto c'è da dire che è un'azienda italiana con ben 70 anni di esperienza alle spalle, che ha la sua sede centrale a Milano, ma che da alcuni anni ha ampliato i suoi orizzonti sbarcando prima a Barcellona  e poi a New York. E in un clima così ispido e complicato come quello in cui l'Italia  sta navigando da un po', è bello sapere che un'azienda  italiana approda oltreconfine per portare quel tocco made in Italy che, aimè,  sembra sia in fase di estinzione ormai. Quello che mi piace, e che mi ha stupito della loro filosofia, è principalmente il fatto che questi prodotti, dietro i quali si nascondono le ricerca e le tecnologie sempre all'avanguardia dello storico laboratorio Ganassini, sono studiati per essere il più possibile dermocompatibili con la pelle. Le formulazioni sono infatti ipoallergeniche, dermatologicamente e microbiologicamente testate, ricche di attivi, senza conservanti e parabeni,  non comedogene, e testate sui principali metalli sensibilizzanti.
Scusate la lunga parentesi, ma quando una cosa mi colpisce tendo ad appassionarmi e dilungarmi un po' troppo! Ma veniamo al primo detergente, quello che uso la mattina.
 
 
Questo è l'inci:
 
 
Non si tratta di un prodotto naturale o biologico, ma ha un inci di tutto rispetto, a base di Burro di Karitè, omega 6 e 9, acido ialuronico sotto forma di sodio ialuronato, e DNA sodico. Sul sito, che tra l'altro vi consiglio di visitare perché trovate la descrizione, comprensiva di inci, di tutti i prodotti, cosa assai rara per le aziende cosmetiche, c'è scritto che è indicato per pelli secche o molto secche. Per me può essere usato da tutti, perché deterge a fondo e nutre la pelle, lasciandola morbida al tatto, senza appesantirla né tanto meno ungerla, anche perché la componente oleosa si sente poco. Infatti si presenta più che altro come un latte morbido, vellutato e fresco, che un olio, che è comunque presente sotto forma di olio di girasole.  Bagnandolo con l'acqua si trasforma in un latte ancora più leggero, che man mano si dissolve completamente.
 
 
 
Ovviamente, per farvi una recensione più dettagliata, l'ho provato anche come struccante, e anche in questo caso lo promuovo a pieni voti. Strucca benissimo, non brucia gli occhi, e lascia la pelle morbida  e setosa. Questo prodotto ha solo due pecche: la fragranza, praticamente assente, che lascia emergere un po' il profumo degli ingredienti naturali presenti nell'inci (ha la stessa profumazione della crema mani anti-aging di Domusolea toscana!) e la confezione a tubo. A me dopo alcuni giorni si è rotto il tappo, quindi una confezione con dosatore, più comoda e maneggevole, sarebbe l'ideale!  Prezzo intorno ai 10 euro per 200 ml, online e nelle parafarmacie.
Quello di Roger&Gallet ha invece tutt'altra formulazione e consistenza.
 
 
L'inci non posso farvelo vedere perché era scritto sulla scatola, ma si trova facilmente sul web. Oltre a questo prodotto, della stessa linea ho provato anche il tonico, ma ve ne parlerò nel prossimo post.
Che dire? Non è un prodotto da dieci e lode, ma neanche uno da cinque. Anche questo lo uso la mattina. Deterge bene, lasciando la pelle morbida, ma non mi fa impazzire la consistenza.
 
 
 
 
 
Si tratta di un gel molto denso e compatto, dalla profumazione lievemente erbacea e agrumata per via della presenza di numerosi olii essenziali, ma siccome va steso sul viso asciutto, si fa fatica a massaggiarlo per trasformarlo in olio, cosa che avviene dopo alcuni secondi. Quindi per chi volesse usarlo come struccante la sensazione è un po' fastidiosa. Tra l'altro bisogna sciacquarlo più e più volte, prima che venga via. Si può usare anche come maschera, ma anche in questa versione non mi ha particolarmente impressionata. Presso abbastanza alto, 19 euro (ma io come al solito l'ho acquistato sfruttando un'offerta online a 11 euro) per soli 100 ml!! Detergente delicato, ma non ne vale assolutamente la pena.
La sera, invece, dopo l'olio struccante, uso l'olio detergente A-lipik sempre di Rilastil.
 
 
Questo è l'inci:
 
 
Questo detergente è indicato per pelli sensibili, secche (e non solo, secondo il mio parere e la mia esperienza), e soggette a rossori e prurito. In realtà non ha la consistenza di un olio, ma di un semplice sapone un po' più liquido del solito.
 
 
Al tatto è setoso e morbido. Fa una schiumetta ultrasottile e leggera, e lascia la pelle liscia, morbida ed elastica (prerogativa di tutti i prodotti Rilastil). Se siete dei soggetti allergici, magari con dermatiti, è l'ideale, perché è molto delicato, tra l'altro può essere usato anche come doccia schiuma. Anche questo prodotto pecca nella confezione. E' infatti priva di dosatore, quindi un po' scomoda, infatti l'ho travasato in un portasapone. La fragranza, invece, è quasi inesistente, ma comunque neutra.  Insomma il prodotto è molto valido, ve lo consiglio. Prezzo circa 10 euro online per 250 ml.
Alcuni mesi fa ho provato anche una combo di prodotti per le macchie della pelle, sempre di Rilastil, magari ve ne parlerò più in la!
Siamo arrivati al termine di questo lunghissimo post.
Film del giorno: Scrivimi ancora.
Allora, a  parte che l'attore ha un sorriso, con fossette annesse, che mi fa impazzire, il film è una dolce commedia romantica, che parla di uno di quegli amori che, come dice Antonello Venditti, "fanno un giro immenso e poi ritornano". Adoro quei film che hanno il potere di farti sognare e sperare che tutto è possibile nella vita.
Baci, Poppy.



Prima fase della skincare: l'olio struccante.


Buongiorno ladies!
Oggi un sole alto e caldo, e  un'aria  frizzantina che profumava già di primavera, mi hanno messo il buon umore. E quando sono di buon umore a me vengono sempre in mente le canzoni degli anno '80. Quelle canzonette dal ritmo incalzante che, non appena le prime note si effondono nell'aria, non puoi far a meno che cantare  e ballare a squarciagola. Succede anche a voi?
Vabbè, bando alle ciance, eccoci finalmente nel vivo di questo blog. Come promesso, a partire da questo post, vi parlerò dei miei prodotti preferiti per la skincare, almeno quelli che sto usando in questo momento, fatto eccezione per alcuni capisaldi che compro e ricompro, perché per me sono una certezza.
Allora, come vi ho già detto, comincio con lo  struccare gli occhi. Raramente, magari in occasione dell'uscita di un nuovo prodotto oppure di qualche sconto, uso un bifasico; è una formulazione che non prediligo molto, semplicemente perché bisogna shekerarlo ogni volta che lo si usa. Per cui vado di acqua micellare.  Ne ho provate tante: da quella della Roberts, a quella della Venus, a tutte quelle in gamma della Garnier. Giusto per darvi una breve opinione delle tre micellari della Garnier, vi dico che la mia preferita è quella per pelli delicate, quella cioè col tappo rosa, strucca bene e non brucia gli occhi. Quella fresh, col tappo verde, indicata per pelli miste, invece, è quella che mi è piaciuta meno, perché struccava a fatica e bruciava gli occhi, forse per via dell'alcool presente nell'inci. Avrei anche potuto evitarmela, dato che uso l'acqua micellare solo su gli occhi e non sul viso. Infine quella bifasica. Anche questa struccava bene, avvertivo solo un lieve pizzicore su gli occhi, ma nulla di catastrofico, ma non credo che la riprenderò, sempre per la rottura di shakerare ogni volta il prodotto. So che ne è uscita un'altra, la Pure active, e tra un po' usciranno anche i gel micellari, e sicuramente ci farò un pensierino, ma per ora per me la vincitrice in assoluto è la nuova micellare dell'Oreal!
 
 
E' uno dei prodotti più delicato e, nello stesso tempo, funzionale che io abbia mai provato. Profumazione delicatissima (a volte anche le fragranze possono irritare il viso o provocare bruciore agli occhi), sensazione di freschezza quando la si applica, scioglie il trucco alla velocità della luce, e non la senti affatto sugli occhi, nel senso che anche se ci va una goccina non brucia (almeno su di me!). Ottima. Straconsigliata. Questo è l'inci:
 
 
 
Un inci semplice, ma ovviamente ben lontano dai canoni della cosmesi naturale e biologica, ma essendo un prodotto a risciacquo, io chiudo un occhio e bypasso.  Però apro qui una piccola parentesi: mai struccarsi solo con l'acqua micellare, oppure passarla sul viso a mo' di tonico, perché contiene tensioattivi che, lo ripeterò allo sfinimento, hanno lo scopo di sgrassare e detergere, e vanno sempre sciacquati, altrimenti potrebbero alterare il film idroacidolipidico della pelle. Mi raccomando!
E ora veniamo a quello che è il prodotto che più preferisco all'interno della skincare, perché è quello che col tempo mi ha dato più soddisfazioni: l'olio detergente. Gli olii detergenti fanno parte di quella fase della skincare che i coreani chiamano double cleansing, ossia una doppia pulizia fatta di un primo step a base di prodotti che hanno nella loro formulazione degli olii, e un secondo di classici detergenti, o liquidi o in mousse. La particolarità di questo tipo di prodotto sta nella capacità delle molecole di olio di catturare e inglobare tutto ciò che incontrano, per poi dissolversi totalmente con l'acqua essendo idrosolubili. Uno dei primi prodotti di questo genere, che provai circa due anni fa, fu il Take the day off di Clinique, quello nella versione balm. L'ho comprato diverse volte, ma, nonostante avesse un inci buono e accettabile, e funzionasse alla perfezione, il prezzo elevato (circa 28 euro per 125 ml!) mi ha spinta alla ricerca di un nuovo prodotto.
Scoprii poi per caso l'olio straordinario struccante di l'oreal. Inci completamente opposto a quello della Clinique, infatti aveva la paraffina al primo posto, ma stessa efficacia. Come vi ho già spiegato nel precedente post, quando ingredienti come quello sopra citato sono presenti in un prodotto che è a risciacquo e completamente idrosolubile non me ne faccio un problema. Prezzo 10 euro per 150 ml (ma su Amazon si trova a meno); stessa profumazione di tutta la linea olio straordinario, quindi gradevole; adatto a tutte le "tipologie di pelle".  In sintesi, ottimo prodotto, ve lo consiglio.
Ma quello che sto usando da un bel po' è il Vichy Pureté Thermale Olio Micellare Struccante Sublime.
 
 
Questo è l'inci:
 
 
 
 
 
Vichy è una marca che conosciamo tutti. La si trova nelle maggior parte delle parafarmacie, ma io l'acquisto sempre online, anzi a questo proposito, a breve vi farò un post su tutti i siti online dove compro più spesso, sia parafarmacie che profumerie. Prezzo tra i 10 e i 13 euro per 125 ml, stessa formulazione di quello dell'Oreal, stessissima efficacia, ma una profumazione delicata.
Come ben vedete dalla foto l'ho quasi terminato, non lo ricompro perché ho deciso di provarne di nuovi, uno della Clarins e uno coreano, che vedrete prossimamente su questo schermo. Comunque vi assicuro che tutti questi prodotti, con l'ausilio del panno in microfibra, puliscono a fondo senza lasciare una ben che minima traccia di oleosità sulla pelle, ed è per questo che sono indicati per tutti i tipi di pelle. Per il loro corretto utilizzo vi rimando al mio secondo post dove spiego nel dettaglio quali sono i passaggi per questa prima fase della skincare.
Ed ora, per finire, vi lascio la canzone del giorno: Enola Gay di  Orchestral Manoeuvres in the Dark. Classica canzone elettropop anni 80, dal ritmo frizzante, apparentemente leggera, ma dal testo incisivo e importante. A mia figlia di 15 anni piace un sacco.... la cosa mi rende così fiera di lei!
Baci, Poppy.